PLAN 9 – Dealing with the Dead (Midnight)

I Plan 9 furono tra le primissime revival-band ad abiurare da una “comoda” carriera costruita sulle cover di oscuri pezzi degli anni Sessanta per elaborare, da quelle basi, una personalissima, concettuale visione psichedelica.

Ne avrebbero pagato pegno per tutta la loro storia, finiti tra gli “incatalogabili” e, quindi, tra i poco desiderabili. Un po’ la stessa sorte sarebbe toccata, sull’altro lato dell’oceano ai Vietnam Veterans, finiti anche loro fuori da ogni scena fino a piombare nell’oblio. Dealing with the Dead fu il disco che segnò questo passaggio dopo il “canonico” esordio su Voxx e l’omonimo album per la New Rose. Il repertorio passava tutto nelle mani di Eric Stumpo, Evan Williams, John DeVault, Deborah DeMarco, con unica eccezione per la Keep on Pushin’ degli Human Beinz sistemata sul fondo del cassetto. È un salto stilistico cui non corrisponde ancora il grosso balzo in avanti a livello artistico (quello arriverà un paio d’anni più tardi con Keep Your Cool and Read the Rules) ma vede già la band assestarsi nello schieramento a quattro chitarre che ne farà l’attrazione del circuito guitar-rock dei mid-Eighties.

Il disco viene pubblicato in 50.000 copie dalla Midnight, con copertina fluorescente e un inserto comico a fumetti curato dal grande R.K. Sloane (cercate i suoi lavori su Pinterest o sul sito in sua memoria http://www.rksloane.com, non ve ne pentirete, NdLYS) e mostra una band dal suono ibrido, con radici nella musica di una band poco “allineata” come gli Spirit così come a quel sound un po’ oppiaceo dei Seeds e di certi Electric Prunes, influenze che covano sotto la pelle di Eric Stumpo, veterano degli anni Sessanta e collezionista di vecchi reperti d’epoca, ma che il chitarrista di Rhode Island filtra attraverso un approccio sempre più svincolato dalle norme e dai precetti di genere, anche quando la soglia si abbassa a un garage punk più canonico, come succede su I’m Gone e Can’t Have You. Canzoni come I Like Girls, B-3-11, Dealing with the Dead o Step Out of Time vengono di contro infilate dentro tunnel chitarristici mentre pezzi come White Women e Beg for Live, condotte dall’organo Vox di Deborah, anticipano di tre lustri buoni lo stile che caratterizzerà le produzioni di Lorenzo Woodrose.

Uno che del suo amore per i Plan 9 non ha mai fatto mistero.

Voi si?

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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