DETONAZIONE – Anime in fiamme (Again)  

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Il comunicato stampa parla di un ritorno dei Detonazione. Ma in realtà non lo è.

I Detonazione non ritornano semplicemente perché non sono mai andati via dal cuore di chi trovò rifugio nell’esigua ma intensa produzione del gruppo friulano. Che non credo fossero tantissimi. Ma mi piacerebbe sbagliarmi.

Sul cadavere dei Detonazione la Fonoarte, di cui la Again rappresenta una delle filiazioni, ha già infilato il becco un paio di volte. Torna a farlo adesso strappando via dalle viscere quello che era sfuggito a quelle autopsie sommarie e raccogliendole in un nuovo cd il cui titolo apparenta i Detonazione a Bukowski. E ci sta tutto, che davvero sembra di vederli prendere fuoco, qui dentro.

Anime in fiamme raccoglie 19 tracce registrate dal vivo nel triennio ‘83/’85, raccolte all’epoca dal primo tastierista della formazione Giorgio Cantoni (oggi quotato produttore di video e documentari giornalistici). Il disordine organizzato dei Detonazione esplode tra versi di Rimbaud, percussioni tribali, intricati meccano new-wave e granate jazz che assumono talora proporzioni gigantesche ed inquietanti, creature che si muovono con voci angeliche nonostante il corpo devastato da tumescenze ed enfiagioni come nelle inedite Leverkusen e Naima.   

Quasi più vicini allo sgomento degli Area che a tanta paccottiglia new-wave a loro contemporanea, i Detonazione. Destinati a rivalutazione tardiva, come testimonia questo ennesimo pasto nudo.   

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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NIXON NOW – Altamont Nation Express (Elektrohasch)    

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Vista la copertina?

Bene. Dentro c’è quel che pensate.

Stelle e strisce. Pelle. Carne.

Gli anni Sessanta non più vergini.

Quelli di Stooges e degli MC5. Di Altamont.

Distorsori e wah wah che fanno a brandelli il rock ‘n’ roll dopo averlo stordito.

Un disco bellissimo, questo secondo dei tedeschi Nixon Now.

Pensato come un enorme coito, un bukkake di watt, come se i giorni del Grande Ballroom non fossero mai passati.  

Dentro l’essenzialità brutale di canzoni come Revolver, Burning Down the Neighborhood, Shake, Madman si consuma l’ennesimo sogno che permette al rock ‘n roll di sopravvivere a se stesso rileggendo eternamente le sue regole base. Rialzandosi sempre e comunque, come un Lazzaro di cui nessuno si prenderà la briga di perorare la causa.

Infliggendo dolore e piacere in parti uguali. Finché la libido ne chiede.

Vendicando e rivendicando se stesso.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro