WOOD CHICKENS – Countrycide (Big Neck)  

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Se per voi Wisconsin è sinonimo di Violent Femmes e pensate che, nonostante le meraviglie dei primi due album, la cosa migliore che il terzetto di Milwaukee abbia registrato siano quei trenta secondi di Old Mother Reagan che aprivano il terzo, i Wood Chickens sono la band che fa per voi.

Analogamente se negli anni Ottanta avete avuto il vostro breve e folle amore per i Meat Puppets, Dead Milkmen e di quello svitato di Mojo Nixon in coppia con Skid Roper o Jello Biafra.

Un disco che è una figata country-punk di quelle suonate con in mente non le ballate da hobo man di Hank Williams ma piuttosto le chitarre surf di Dick Dale, le scorribande dei Raunch Hands, il campo di mele marce del Legendary Stardust Cowboy, la febbre alcolica dei Lazy Cowgirls, i deliri fantasy degli Shadowy Men on a Shadowy Planet, lo sguaiato hardcore da spiaggia californiana dei Dead Kennedys.

Tutto approssimato verso l’eccesso. Come Donald Duck sotto anfetamina.  

Strepitosi Wood Chickens.   

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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