CARPET – About Rooms and Elephants (Elektrohasch)  

Edizione esclusivamente in vinile per il quarto album dei bavaresi Carpet, che arrivano a parlarci di imprecisate stanze ed elefanti il cui peso ingombrante mal si addice ai fiocchi leggeri della loro psichedelia lievitante e magica, flessuosamente avvinghiata a quella sorta di jazz ermafrodito di certe produzioni di Robert Wyatt e il cui centro nodale può essere ravvisabile nella lunga June 19th: quindici minuti di sofisticherie per piani tintinnanti, trombe angeliche e chitarre melliflue e cangianti.

La musica dei Carpet riesce a trasmettere un senso di calma appagante, scivolando in una sorta di quiete mesmerica non troppo dissimile da quella di cui sono maestri i mai troppo lodati Breathless. I riferimenti a certo prog (dai King Crimson ai Porcupine Tree fino alle derive math del post-rock di Chicago) usati più come zavorre per non lasciare che il loro suono a tratti quasi canterburyano lasci per sempre la stratosfera che come semplice esercizio di stile, non sono mai eccessivamente cerebrali e non intralciano il percorso abbastanza lineare delle canzoni, anche quando il minutaggio straripa oltre la tenuta media delle paratie della classica rock-song.

Più pascoli sulle nuvole che cimiteri di elefanti, dentro il nuovo disco dei Carpet. Meglio così.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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