QUARTERED SHADOWS – The Last Floor Beach (A.V. Arts)  

Il 10 Novembre del 1991 il grande sogno dei Nirvana arriva a Berlino. Arriva per portare ai crucchi l’ultima rivoluzione rock. Quella prima data del mini-tour tedesco dei Nirvana non vede nessun gruppo spalla, a quanto riporta quella inutile merda per cyber-viaggiatori che è Wikipedia. Ma è una inesattezza mastodontica. Perché quella sera, vista l’indisponibilità degli Urge Overkill, a scaldare la sala del Loft vengono invitati direttamente dalla direzione del locale i Quartered Shadows, arrivati a Berlino dalla Sicilia due anni prima dei Nirvana. E arrivati per restarci, almeno fino alla fine della loro storia, avvenuta nell’estate del 1994. I Quartered Shadows avevano deciso di affrontare il rock ‘n roll faccia a faccia. Lo avevano inseguito fin laggiù non appena il primo mattone del Muro si era sgretolato. Insieme ai conterranei Flor de Mal avevano fatto di Catania il centro nevralgico del rock italiano. Avevano costretto gente di ogni luogo e latitudine a crederci, in quel sogno. Almeno quanto loro. E a condividerne qualche fotogramma.

I Quartered Shadows ad esempio riescono a farsi produrre The Last Floor Beach da Marc De Reus, in genere seduto al banco mixer per gli Urban Dance Squad. Nonostante l’epoca in cui viene pensato, il secondo lavoro della formazione guidata da Cesare Basile esce immune dalla pandemia grunge per restaurare un rock ancora scintillante di chitarre e tastiere tirate a lucido. Un po’ controcorrente con quanto sta accadendo in Italia, la formazione siculo-tedesca sceglie di adottare l’idioma inglese, ovvero quello che probabilmente parlano quotidianamente nella nuova patria e così facendo si mette volontariamente ai margini del mercato italiano. Ma poco importa. Restano una manciata di canzoni (R&B Angel, Rollin’ Down, PrideThe Belly of a Disease, 2000 Miles of Certainties e la cover di The Sicilian Clan le migliori) che diventeranno il loro testamento o, se preferite, la loro dichiarazione fallimentare e che se proprio devono ricordare qualcosa allora rimandano ai migliori chiaroscuri del rock ‘n roll australiano o tracciano ipotetici ponti con quanto fatto dai Not Moving sul suolo patrio qualche anno prima.      

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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