THE THUNDERBEATS – Primitive Sound (Groovie)  

Avendo intitolato ’66 il disco di debutto del 2013, il 2016 per i moscoviti Thunderbeats dovrebbe corrispondere al 1969 (e questo 2018 in cui la Groovie si è presa la briga di pubblicare il disco anche fuori dall’ex unione sovietica, il 1971). Cosa che invece per fortuna, considerando che quell’anno fu per molte band di estrazione beat un anno di tormentato e di non sempre compiuto passaggio, non è. Il suono di Primitive Sound è ancora quel guazzabuglio di suono alla Troggs che ha fatto capolino sul disco precedente e che in pezzi come I Sing, Streets & Avenues, Rumble in the Tides o Primitive Sound raggiunge livelli di eccellenza. Non siamo al plagio, considerato che gli innesti di organetto sixties e di sax permettono al quartetto russo di variare il passo (Hot Days, Summer Days, I’m Angry, You’re Restless, Bad News Blues, Joint Is Jumping, Such a Lovely Deal) verso uno spedito e spassoso garage punk che ricorda quello dei Fuzztones di Horny as Hell, ma anche se fosse il fatto di avere in mente un modello come quello della band pre-punk inglese può essere motivo di vanto e ottenere il mio (ap)plauso. Forse pure il vostro.     

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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