TY SEGALL – Fudge Sandwich (In the Red)  

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Chissà che l’obiettivo finale di Segall non sia quello di accaparrarsi tutta l’intera classifica nelle annuali playlist delle riviste o dei blog musicali. O forse più umilmente di piazzarne almeno uno, cosa che magari quest’anno potrebbe accadere con Fudge Sandwich, visto che alla fine i cover-album piacciono un po’ a tutti. Anche quando sono spiazzanti come questo. Ty Segall allestisce un barbecue fuzz dove mette a friggere pezzi come Hit It and Quit It dei Funkadelic, The Loner di Neil Young, Archangel Thunderbird degli Amon Düül, I’m a Man dello Spencer Davis Group, Rotten to the Core dei Rudimentary Peni, St. Stephen dei Grateful Dead. Fuoco, fiamme, fumo. Un casino.

Ma le vere perle del disco sono in realtà la versione acustica di quel classicone del punk americano che è Class War dei Dils, l’inquietante cover di Low Rider dei War che introduce al disco con un tono abominevole e malato degno di Trent Reznor e la riduzione in salsa Beatles di Slowboat degli Sparks.

Una scaletta apparentemente illogica che va dal kraut-rock all’R&B, dal funk all’anarco-punk, dall’acid-rock al rock d’autore ma che invece si adatta perfettamente alla logica folle di Ty Segall. Violente grandinate elettriche e poi il riparo sotto il legno accogliente di una chitarra acustica. E un’ombra gotica che si affaccia di tanto in tanto dalla balaustra, sporgendosi fino a cadere giù, sul nostro banchetto di sandwich grassi ed indigesti.   

           

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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