CHOCOLATE WATCHBAND – This Is My Voice (Dirty Water)  

Pare proprio che ad Alac Palao, primo batterista dei mitici Sting-Rays e da anni storico musicale a libro paga presso la Ace Records, piaccia “condire” le reunion dei gruppi storici, come fosse una gambo di prezzemolo. Eccolo dunque prestare i suoi servigi al basso per la reunion della Chocolate Watchband così come ha fatto lo scorso anno per il rientro in scena dei Flamin’ Groovies.

L’altro nuovo accolito è Derek See mentre Dave Aguilar, Gary Andreijasevich, e Tim Abbott serrano le fila della vecchia guardia per tirare in piedi This Is My Voice, il primo disco del 2019 a battere sul tempo tutti gli altri piovendomi in casa ben tre mesi prima della sua uscita ufficiale, prevista per Febbraio, avvolto in una copertina orribile con tanto di meme di #metoo, richiami agli slogan di Rudy Giuliani e al Maschinenmensch di Metropolis, bombardieri e divise che hanno il compito di dichiarare visivamente quanto la band californiana non sia per nulla un affare del passato ma batta in sincrono con i mutamenti storici e culturali del nostro tempo. Sinceramente, ce lo saremmo volentieri risparmiato. Ma tant’è.

Il disco invece com’è? Diciamo che musicalmente il ritorno della Watchband si risolve tutto nei primi otto minuti: Secret Rendezvous è un aggressivo e sporco brano garage che, pur se fuori dalle corde della formazione, riesce nell’intento di catturare l’attenzione del pubblico, anche se la fanfara di fiati finisce per sommergerla già dalla seconda strofa. Meglio invece Judgement Day, che ci riporta nei territori più consoni alla storia della (watch)band, un blues psichedelico che diventa via via più abrasivo man mano che gli strumenti si sovrappongono uno sull’altro. Dopodiché il disco naufraga lentamente ma inesorabilmente tra originali di dubbia fattura dove fanno la loro comparsata sitar e theremin e cover di Seeds, Music Machine, Bob Dylan e Mothers of Invention che non superano mai gli originali e che non se ne discostano neppure tanto, lasciandoci perplessi sul perché la Chocolate Watchband abbia sentito la necessità di proporcele.

Applausi a metà dunque.

Come quando qui da noi si rifà viva l’Equipe 84 e non ti senti mai di sputargli addosso ma neppure di imporre il silenzio ai coinquilini per ascoltare l’ennesima volta la cover di Barry McGuire che tutti sappiamo.  

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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