THE MURLOCS – Old Locomotive (Flightless)

Il fischio della locomotiva annuncia l’entrata in stazione del treno dei Murlocs, al rientro dal suo terzo viaggio.

Per chi non lo sapesse ancora i Murlocs sono la riduzione a minimo comune multiplo dei King Gizzard, dediti ad un suono più “domestico” e contenuto che svolazza dalle parti di una psichedelia di impronta garage e che, soprattutto vocalmente, esibisce chiare ascendenze glam. Per questo chi segue appassionatamente le dimensioni monoaurali di un personaggio come Ty Segall con tutte le sue variabili potrebbe amare i Murlocs più di quanto possano farlo i fans del gruppo madre.

Le canzoni di Old Locomotive non sono mai macilente come quelle delle garage-band che dettano legge in materia oggigiorno (diciamo da quando qualcuno ha messo i fondoschiena degli Allah-Las sul trono) e neppure filologicamente aderenti alle matrici originarie del suono beat-punk. Cosa che potrebbe permettere ai Murlocs di raggiungere un inaspettato numero di ascoltatori e di piegarli al loro volere, un po’ come fecero i Dandy Warhols venti anni fa.

Di certo al prossimo arrivo in stazione ad attenderli sulla banchina ci sarà molta più gente di quella che affollava la fermata a questo giro.     

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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