J MASCIS – Elastic Days (Sub Pop)  

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J Mascis ha una chewing-gum appiccicata sul palato ormai da più di tre decenni.

Conficcata in gola come la spina nel fianco del giovane Morrissey o come una lisca di pesce nel palato di un gatto.

Quando i distorsori dei Dinosaur Jr. tacciono, il rumore delle mandibole di Mascis che tentano di liberarsene ci muove a compassione. Perché è un rumore che somiglia molto a quella di certi nostri dolori, quelli con cui ci addormentiamo stringendoli come peluche e che spesso durante la notte ci afferrano per la gola, capricciosi.

Il suono del Mascis solista, libero dalla prigione fuzz dei Dinosaur Jr., sfoggia con orgoglio tutta la sua fragilità e si allinea ai percorsi di tanti altri reduci di quella stagione, da Bob Mould a Grant Lee-Phillips. Canzoni da tirar su come plaid nelle sere d’autunno. Da accarezzare come cuccioli di chow chow che ti leccano con la loro lingua azzurra e che ogni tanto (Picking Out the Seeds, Give It Off, la mia preferita Cut Stranger) tirano fuori i denti per tirar via quella coperta, per impedirti di prendere sonno.

Canzoni che sono state lì da sempre, anche quando passavano col passo di leopardo dei marines sotto il fuoco amico di You’re Living All Over Me e Bug. Anche se noi non ce ne eravamo accorti, felici di farci colpire da quella pioggia di proiettili.  

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

 

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