SPAIN – Mandala Brush (Glitterhouse)  

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Quando vi siete disinnamorati degli Spain?

Io mai.

La musica di Haden e compagni ha per me da sempre qualcosa di magnetico. Un “rapimento mistico e sensuale” come quello cantato da Battiato anni fa.

Ogni disco degli Spain ha la capacità di ingannarci in qualche modo. Più che una mandala, una tela di ragno.

Anche quando in realtà supera i confini pratici della canzone per tuffarsi in un mare quasi prog-jazz, come succede qui in almeno un paio di episodi. Pure quando “sgarra”, insomma, pure quando ad ogni delizia aggiunge un peccato da doversi far perdonare i dischi degli Spain conservano una loro nobilissima dignità. Elegantissima e per nulla sobria. Un po’ come la Città Proibita dei Ming.

Questo Mandala Brush che io ho perdonato a priori ad esempio indugia sovente nella noia. Di proposito. Finendo per irritare anche gli animi più ben disposti. Suscitando più sbadigli che palpitazioni, un po’ come potrebbe accadere assistendo ad un’opera lirica in cui i violini si alzano in volo senza mai sbattere sugli stucchi delle tribune o sui lampadari di cristallo.

Eppure, ancora una volta gli Spain avranno non solo il mio perdono ma la mia ammirazione. Pur nella consapevolezza che ne stanno approfittando.   

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

 

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