NIXON NOW – The NOW Sound (Elektrohasch)  

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Dove sono stati i Nixon Now negli ultimi tredici anni?

Ma, soprattutto, chi li ha cercati durante tutto questo tempo? Probabilmente in pochissimi, che non credo abbiano mai avuto una base così forte qui da noi.

La band di Amburgo ha da sempre una venerazione quasi maniacale per gli Stooges e per le band che al suono della band di Detroit si sono dichiaratamente ispirate (U.C.P., titolo del primo singolo, era un omaggio agli Union Carbide Productions mentre sulle liner-notes del primo album il ringraziamento d’obbligo è agli Hypnotics, NdLYS). Venerazione che viene confermata da questo The NOW Sound anche se coperta da qualche fuliggine di troppo, che i vent’anni non sono per sempre e certe esasperazioni atte a ravvivare il viso (A Matter of Time, Too Much Too Soon) finiscono per assottigliare le differenze con i primi (stoogesiani anch’essi) Monster Magnet.

Il suono che loro chiamano “di oggi” è dunque in corto-circuito con quello di ieri.

E a me va bene così, che troppo spesso mi sono addormentato cercando di farmi piacere dischi futuribili che erano invece cimiteri dove gli elefanti andavano a morire. Di noia, molto probabilmente.

The NOW Sound è invece un disco suonato con quella stessa turpe perversione degli anni Sessanta che si spengono con uno stoppino di odio.

Come se Richard Nixon fosse ancora al governo.

Come se Rob Tyner fosse ancora vivo.

Come se Michael Davis fosse ancora vivo.

Come se Fred “Sonic” Smith fosse ancora vivo.

Come se Dave Alexander fosse ancora vivo.

Come se i fratelli Asheton fossero ancora vivi.

Come se tutti noi fossimo ancora vivi.  

E affamati.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro