LOU.X – A volte ritorno (BMG)  

0

Chissà com’è che ad un certo punto la BMG si trova per casa un tipo come Lou X.

E chissà com’è che i puristi del cazzo, mentre fanno la fila alle casse della Nike, trovano di che lamentarsene.

In realtà a posizionare l’ordigno di Lou X all’interno di una delle più grandi strutture discografiche italiane è Carlo Martelli, il manager di artisti come Caparezza e Frankie Hi-NRG che all’epoca lavora all’interno del gruppo RCA ed ha il chiodo fisso per l’hip-hop.

Non conosco le clausole del contratto ma all’ascolto A volte ritorno è ancora più massiccio, crudo e sfacciato del disco precedente.

La Costa Nostra (Eko, Cuba Cabbal, Disastro) è ai massimi livelli: le basi di Marco Fioritoni, all’epoca ancora minorenne, sono tendenzialmente più rilassate e occhieggiano allo stile West Coast (Dr. Dre e compagnia ma anche DJ Muggs). La lingua è invece sempre truce e spaccona. E batte dove il dente duole. L’attacco politico è attenuato ma il malessere che si avverte è lo stesso di Dal basso. Forse più amaro perché più consapevole. Forse più doloroso perché il nemico si è fatto più infido e insidioso. E non è sempre riconoscibile da una mimetica o da una divisa blu. Anzi. Veste spesso come noi. Forse, il nemico è spesso annidato dietro lo specchio.    

Il messaggio schietto di Lou X, in un’epoca in cui ciò che di hip-hop raggiunge il grande pubblico è ancora bellamente imbellettato, arriva sventolando la bandiera di una major. E solca mari aperti, come quello delle Radio “di regime”, da Radio Deejay alla neonata Radio Capital dove Jovanotti e Saturnino improvvisano su Come l’occasione, il pezzo che apre le ostilità in piena tenuta cafone/hardcore. Come quello di Rai3, che per qualche mese utilizza La Raje, bellissimo singolo spinto da iridescenti onde funk di scuola Kool & The Gang, come sigla per il suo Blob.

Le mani di mamma BMG arrivano ovunque. E ogni tanto portano qualche bullone che, se proprio non può far inceppare la macchina, può spaccare qualche incisivo alle sue ruote dentate.

Lou X è uno di quei bull(on)i.

Uno che non le manda a dire.

Che è dentro ogni suo gesto, ogni sua rima, ogni suo sputo.

Che a volte ritorna ma molto più spesso scompare. Come me. Purtroppo come pochissimi altri.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

 

 

Annunci