ANANDA MIDA – Cathodnatius (Go Down)  

Sebbene sia la stessa band per prima a dichiararsi un gruppo di area “stoner” non sono mai riuscito ad associare il suono degli Ananda Mida a quello roccioso delle formazioni legate a quel genere. Non ci riesco neppure stavolta, mentre Cathodnatius si espande riempendo tutto lo spazio possibile nel mio appartamento.  

Ben altre suggestioni è capace di evocare la formazione di Matteo Scolaro, Alessandro Tedesco, Davide Bressan e Massimo Recchia, qui coadiuvati alla voce da Conny Ochs che contribuisce ad allontanare ulteriormente la musica del gruppo da quella per lungocrinite comparse de Il Signore degli Anelli. Il suo timbro, che io trovo molto “anni Ottanta” e lontanissimo dai cliché di genere, contribuisce all’innalzamento verticale del pallone aerostatico degli Ananda Mida, sollevando la piccola àncora che lo tiene mollemente assicurato alla terra e sistemandola nel cesto dell’equipaggio che ora è libero di prendere il volo. La musica si presta a questo volo che permette loro di passare sopra i confini di genere e di tempo e di urinare sopra ogni frontiera che si trovano ad oltrepassare.

Scansatevi, voi che siete a sentinella di ogni confine come corazzieri ai lati della pira del milite ignoto, prima che vi arrivi quel piscio in testa e voi pensiate molto candidamente che stia piovendo.  

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

 

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