HOWE GELB – Gathered (Fire)  

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Una voce che è poco più che un sussurro. Canzoni come ruvide carezze. Gathered è l’opera n.24 dell’Howe Gelb solista ed è un disco struggente, ombroso e bellissimo, impreziosito dai featuring di artisti come Matt Ward, Pieta Brown, Anna Karina, Kira Skov e della figlia Talula. Un disco registrato in giro per il mondo, tra Copenhagen, Dublino, Cordova, Parigi e la nativa Tucson, con addosso un cappellino con la visiera che sembra trasformarsi spesso nel cappello di feltro di Leonard Cohen.

C’è, dentro Gathered, tutta l’aria gonfia di vapori dei vecchi locali jazz americani, quella cantata da Tom Waits nei suoi primi album. Tutta l’agonia di dolori e ricordi che annegano nel bourbon e che qualche pianista in un angolo prova a rendere meno atroce. Un disco da luci soffuse e bandiere a mezz’asta, senza gioie da celebrare. Stipato di malinconia come le valigie prima di lasciare qualcuno per sempre.

Howe Gelb supera sè stesso senza clamori. Mentre il mondo si abbandona al piacere lascivo della musica senz’anima.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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