LUCIO DALLA – Anidride solforosa (RCA)  

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La tecnica dello scat era stato il valore aggiunto del giovane Lucio Dalla, un tratto mutuato dal suo amore per il jazz, per lo swing e il be-bop che dava al suo canto un carattere buffo e burlesco che ben si adattava al suo personaggio e che era un abile via di fuga per scappare dalla sua incapacità di scrivere testi che lo attanaglierà per anni. Proprio questa scarsa abilità lo costringerà a ricorrere nuovamente a Roberto Roversi per dare alle stampe il suo Anidride solforosa. Dentro quel disco Lucio Dalla e Roberto Roversi decidono che le sillabe informi dello scat possono evolversi da semplice esercizio di balbuzie tribale in punte di freccia portatrici di un messaggio sociale/politico/economico, secondo lo schema scelto per il nuovo disco. È così che nasce La borsa valori: aprendo una pagina de Il Sole 24 Ore e scorrendo le quotazioni dei titoli di borsa.    

Anidride solforosa affonda i piedi nella cronaca internazionale e nella storia d’Italia. Li affonda talmente pesantemente che i due autori verranno ripetutamente convocati dalla Digos e dall’Interpol per i particolari citati su Carmen Colon, inquietante traccia descrittiva dell’assassinio dell’omonima ragazzina uccisa dall’Alphabet Killer a Churchville nel 1971 così come verranno aggiunti alla lista dei possibili sovversivi in virtù dei pericolosi “incroci” storici descritti su Le parole incrociate.

Siamo dunque all’apice del Lucio Dalla impegnato e politicamente schierato, anche se la sua ombra si muove sotto quella del mantello si alta sartoria anarco-radicale di Roversi, musicalmente ancora invischiato con le verbosità del progressive che tendono a soffocare l’individualismo che emergerà una volta recisi i fili con l’amico poeta e con la pesante zavorra musicale che ne affanna il respiro.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro