GENTLEMENS – Triage (Hound Gawd!)  

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Vi do tre buoni motivi per comprare il nuovo album dei Gentlemens, gentiluomini con la G maiuscola e col plurale doppiamente irregolare:

il primo è la copertina, bellissima. Un omaggio al bukkake senza alcun accenno di volgarità, che vi potete pure appendere in salotto tra un falso De Chirico e la foto del primo o del secondo matrimonio.

Il secondo motivo si intitola Out of Here, quasi in chiusura della prima facciata. Che arriva, vi stupra la moglie e se ne va, con le mani da porco e grasso suino del blues e il corpo che è invece una larva umiliata dalla sifilide.  

Il terzo è che se siete troppo giovani oggi o foste troppo fessi allora per avere la consapevolezza di vivere sullo stesso lembo di terra calpestato da Not Moving, Carnival of Fools, Playground, le undici canzoni di Triage sono i grani del rosario con cui chiedere indulgenza per i peccati commessi e per quelli solo sfiorati.  

Triage è bello carico di quel blues denso e proteinico che la copertina lascia intuire vi insudicerà la faccia.

Voce, chitarre e batteria implacabili e peccaminose come le sagome di Spencer e della Martinez. E qualche piccolissimo, quasi impercettibile tocco di colore di un qualche marchingegno a tasti.

Forse un synth. Ché la troia ha le unghie smaltate.

E magari siete tanto concentrati e attenti che il particolare non vi sfuggirà.

Triage è quello che, con tecnica abusata, si suole definire “il miglior album” della band di Ancona.

Fino al prossimo, beeybi, fino al prossimo.  

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

 

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