L7 – Smell the Magic (Sub Pop)  

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Le L7 sembravano un gruppo di detenute chiamate a suonare per il Giorno del ringraziamento nel loro stesso penitenziario.

L’ordine era quello di cantare come se ti stessero strizzando i coglioni, senza averli. I precetti erano stati impartiti nella metà degli anni Ottanta dalle Sugar Babydoll poi, quando ognuna di loro aveva trovato la sua strada (Courtney Love con gli Hole, Kat Bjelland con le Babes in Toyland, Jennifer Finch con le L7), tali precetti erano diventati il marchio di fabbrica delle loro band e di tutto il movimento delle riot grrrls: ragazze con le palle, se non pensassi che tale definizione sia quanto di più maschilista e sessista possa essere usato nei confronti di una donna, sebbene queste ultime lo usino medesimamente per autodefinirsi o lo accettino comunque come un gran complimento. Molto più verosimilmente ragazze che affrontavano l’altro sesso sul medesimo campo di gioco, con sfrontatezza inaudita e provando a sovvertire il concetto di sesso dominante, senza dover accettare compromessi non voluti o complimenti a secondo fine, anche a costo di doversi sfilare i tampax e gettarli in pasto al pubblico per umiliare qualche bocca poco educata.   

Spregiudicate e abrasive nei contenuti e nelle musiche scelte per sottolinearli, finirono davvero per diventare lo yang del movimento grunge.

Del grunge Smell the Magic replicava i toni furiosi e la tecnica approssimativa e le L7 quell’aria da camioniste/i in sosta all’autogrill esibita da band come Tad, Melvins e Nirvana.   

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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