TRIO LESCANO – Trio Lescano (Alpharecord)  

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Aspettavano Tazio Nuvolari.

E invece arrivarono i fascisti, a ricordarle che erano brave e carine ma che erano ebree. E che dunque erano fuorilegge per difetto di nascita e che erano gradevoli sì, ma non gradite.

Le sorelle Leschan furono il prodotto più fresco e sorprendente dell’era del 78 giri, dell’EIAR e del primo dopoguerra. L’epoca delle canzoni alla radio e dei grammofoni. Della spensieratezza come merce di consumo e propaganda. Salvo poi, nella torva e contorta mente dei fascisti, ritrovarsi accusate di sospetta irriverenza al Regime solo perché qualcuno aveva visto del torbido dentro le acque cristalline di Maramao perché sei morto o Pippo non lo sa.

E poi… beh…poi c’è sempre e comunque quella questione dell’origine ebrea che proprio non andava bene.

E così le tre sorelle Lescano, ormai naturalizzate italiane ma con quel marchio di onta incancellabile, furono costrette a correre più di Nuvolari e a nascondersi al confine con la Svizzera, nascoste in una pensione d’alta montagna, iniziando un lento tramonto che anche a conflitto terminato e con le camicie nere ormai stese a rovescio non riuscirà a riportare il Trio Lescano alla popolarità stratosferica degli anni ’30. Gli anni in cui le Lescano diventarono le sirene incantatrici dello swing italiano con canzoni come Ma le gambe, Tulipan, C’è un’orchestra sincopata, Oh ma ma, Signorina grandi firme, Valzer della fisarmonica, Camminando sotto la pioggia, gonfie di elio e cariche di buonumore.

Contagiose come la febbre gialla. E gialle come la stella di David che per vent’anni prese il posto della cometa nel presepe degli italiani di razza ariana.   

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

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