BAZOOKA – Zero Hits (Inner Ear) 

I Bazooka mettono un po’ d’ordine in garage. Zero Hits mostra una band determinata ad affrancarsi dal classico garage in bassa fedeltà degli esordi e decisa allo stesso tempo a rivendicare l’orgoglio delle proprie origini. La lingua greca è infatti diventata di assoluto predominio dentro una musica che ha ormai allargato il proprio raggio d’azione esondando verso un punk insieme epidemico e concettuale con un innesto fiatistico (Void, Prison, Night Shift) che non mi stupirebbe se riuscisse a far breccia nel cuore di chi segue la scena ska-punk.

Ma il meglio il gruppo di Atene ce lo riserva nella seconda metà dell’album, quando sembra girare come uno sciame di mosche attorno al corpo in preda alle convulsioni di certo post-punk di scuola Swell Maps/Undertones (ma anche Orange Juice, Woodentops e That Petrol Emotion) che si agita nervoso e pronto allo scatto epilettico nella zona pelvica del disco: In the City, Something I Have Betrayed, Soultana, I Break Everything, Indifferent Glances.

I Bazooka continuano a sparare. Stavolta con una mira più precisa del previsto.

                                                                                                         

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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