JOHNNY THUNDERS – Que sera, sera (resurrected) (Jungle) 

0

Doveva essere una festa senza fine. Così avevano promesso i due vecchi amici David Johansen e Johnny Thunders ad inizio carriera e Thunders lo aveva ribadito proprio in chiusura di Que sera, sera.

Invece la festa finì. Come tutte le feste, ma peggio di tante altre.

E in effetti, anche mentre era in corso, era più una festa di eccessi che altro. Thunders era una bambola cresciuta tra gli eccessi e vizi che non riusciva neppure a pagarsi, tanto da riformare gli Heartbreakers ogni volta che i debiti diventavano così enormi che l’unica alternativa sarebbe stata quella di prostituirsi e da trasformare la ricerca di una casa discografica in una via crucis. Finché, dopo sei anni dal disco di debutto, la Jungle Records gli dà la possibilità di realizzarne il sequel. E sia quel che sia.

Il disco che ne viene fuori è una parata di stelle: Wilko Johnson dei Dr. Feelgood, John Perry degli Only Ones, Michael Monroe e Nasty Suicide degli Hanoi Rocks, Stiv Bators e Dave Tregunna dei Lords of the New Church, Billy Rath e Jerry Nolan degli Heartbreakers, John Earle, Patti Palladin. J-C Carroll dei Members, Glen Matlock dei Sex Pistols, John Earle dei Rumour di Graham Parker. Roba da leccarsi le orecchie anche solo a scorrere le note di copertina.  

Quel che i nomi promettono viene mantenuto in una scaletta che regala una scorta di canzoni come Cool Operator, Blame It on Mom, Short Lives, la Billy Boy pensata come omaggio a Billy Murcia e poi diventata uno strumentale, Alone in a Crowd, M.I.A., la misogina Little Bit of Whore e la delicatissima I Only Wrote This Song for You che vengono “resuscitate” in occasione del Records Store Day del 2019 dalla stessa etichetta che le pubblicò più di trent’anni prima e che adesso le ristampa accompagnata dalle consuete, attente, note di copertina di Nina Antonia e da un intero secondo disco trasparente zeppo di outtakes registrate in studio e brani fotografati dal vivo a Lione nel Novembre del 1984.

Dalla scaletta manca inspiegabilmente Tie Me Up, il pezzo duettato con Patti Palladin, assente pure nella versione inedita di Copy Cats che assieme ad una rarissima Taking You Up Avenue D rappresenta il vero valore aggiunto di questa nuova edizione.

Ciao Johnny.

Grazie per essere tornato a salutarci dopo essere andato via in fretta.

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

Annunci