DOCTOR & THE MEDICS – Laughing at the Pieces (I.R.S.)  

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Il primario Clive Jackson e la sua equipe di medici psichedelici che ballano al ritmo gommoso di Spirit in the Sky di Norman Greenbaum è uno dei ricordi più belli e colorati della mia adolescenza. Era il 1986 e mentre su Canale 5 andava La valle dei pini, il mio primo telecomando sceglieva di posizionarsi su Italia 1 per guardare Deejay Television, dove la merda era tanta. Ma ogni tanto saltava fuori qualche stronzo che sembrava voler parlare con te.  

Doctor, stimato professionista delle sale operatorie del Clinic di Soho, era uno di questi.

La sua band, una versione da fumetto delle congreghe hippie degli anni Sessanta. O, se preferite (e io lo preferisco) il monoscopio dei canali RAI in movimento. Buono, ottimo per testare i colori dello schermo video.  

Perché la musica di Laughing at the Pieces invece di psichedelico aveva ben poco. Anzi, a dire la verità, nulla. Ad essere rievocato, quando va bene, è l’altrettanto pittorico glam rock degli anni Settanta. Quando va male, è quel nulla cosmico cui si avvicineranno altre band anche con un curriculum migliore del loro, come i Love and Rockets.

Nulla per cui valga la pena spendere più di tre quarti d’ora e tre quarti di banconota da dieci. Ma grazie comunque Dottore per aver colorato i miei pomeriggi come solo pochi riuscirono o vollero fare.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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