BELFEGORE – Belfegore (Elektra) 

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Qualcosa al diavolo lo devi pur sacrificare. Soprattutto se la tua band si chiama Belfegore. Questo devono aver pensato gli A&R della WEA quando chiamano Meikel Clauss nei loro uffici di Berlino per offrirgli su un piatto d’argento il nuovo contratto con la Elektra. Nella nuova onda di gruppi gotici c’è un posto per i suoi Belfegore. A patto che rinuncino a quell’idioma teutonico che è sicuramente affascinante ma che è invendibile.

E così Meikel accetta e firma.

Il nuovo album dei suoi Belfegore è un nuovo inizio. Anche la band è in parte cambiata. E l’anticipo della WEA gli permette di assicurarsi i servigi di Conny Plank, l’uomo che ha prodotto i Neu!, i Cluster e i Kraftwerk e i soldi necessari per un video, perché negli anni Ottanta se non riesci a recitare in un video è meglio che tu ti dia al giardinaggio. Quel video è All That I Wanted, che passa “correndo” su MTV forse più di quanto lo stesso Meikel possa immaginare. Ed ecco che, come gli avevano promesso, i Belfegore hanno i loro quattro minuti e quattordici secondi di notorietà. Merito di quel video e di quel riff di chitarra che ruba la scena al grumoso suono di sintetizzatore e che insieme al suono implacabile della batteria sono il perfetto nodo scorsoio per impiccare i Killing Joke e lasciar ciondolare i loro cadaveri facendoli sembrare le salme dei Sisters of Mercy, prima ancora che qualcuno sappia della loro esistenza. Uno scherzo necrofilo che si ripete altrove su questo disco, anche se con minor impatto. Fino a trasformarsi in un autentico urlo di agonia e terrore nella traccia che porta lo stesso nome del gruppo, dell’album e del diavolo. Quello che a lavoro terminato viene a portarsi via i Belfegore e il loro effimero sogno di successo. Come in ogni storia gotica che si rispetti.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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THE MIDNIGHT KINGS – Midnight Fever (Wild Honey/Folc) 

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Quando quattro anni fa Luca Mattioli pubblicò il suo Mixcloud Wildmen, Witches, Cavemen and Other Weird Creatures pagando tributo alle canzoni che lo avevano folgorato sulla via del rock ‘n’ roll ai tempi degli Stolen Cars, Primitive dei Groupies era già stata scelta a rappresentare un amore per la musica di serie B che da sempre hanno attratto il conosciuto cantante degli S.T.P. come carta moschicida. Quella stessa Primitive fa adesso parte della scaletta del nuovo disco dei suoi Midnight Kings anche se, spogliata del pellame con cui siamo abituati a pensarla e vestita come se finalmente fosse stata ammessa al ballo di fine anno del college, stentiamo a riconoscerla. Il “trattamento” riservatole è in sintonia con lo stile della nuova band del Metius, che è tutta la musica pre-punk dopo il punk, se capite il concetto. Sonics, Champs e Pharaohs, surf music e cha-cha-cha, Little Richard e Eddie Cochran, il rhythm ‘n’ blues dell’era delle scimmie e il rockabilly del pleistocene si rimestano per una sbornia da emicrania post-party. Tutto suonato con stile in una hall per nulla disadorna, dove il barrito onnipresente di un sassofono occupa ogni molecola d’ossigeno lasciata libera dal picchiettio del pianoforte e dal serrato rifferama delle chitarre.

Le donne fanno la ruota con le loro gonne plissettate.

Gli uomini si strozzano con le cravatte.

Il complesso sul palco lucida gli strumenti con i panni, terge il sudore con i fazzoletti. E riattacca.

Nel parcheggio qualcuno ha abbassato cappotta e sedili.

Tra un mese chiudono le scuole.  

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro