DATURA4 – Blessed Is the Boogie (Alive Naturalsound) 

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E così, dopo anni di profezie power-pop, Dom Mariani si scopre amante dei Canned Heat, degli ZZ Top e degli Humble Pie. Succede più o meno agli inizi dell’ultimo decennio. La band con cui può dar fondo a questa nuova passione si chiama Datura4 e vede in azione al suo fianco Greg Hitchcock, già nei Bamboos, negli You Am I e per un brevissimo periodo nei New Christs. Un amore che non è nemmeno troppo estemporaneo, essendo già al terzo parto. Chitarre fumanti che si fermano un attimo prima di diventare l’ennesima pantomima stoner ma che sono quanto di più lontano possiate immaginare dalle sottili pareti di cartongesso degli Stems, dei DM3 e dai Someloves, anche se Sounds of Gold tradisce l’indole di Mariani nel rievocare pur senza volerlo la freschezza pop degli Easybeats, anche se rivestita di chitarroni che sembrano estratti dalla fanghiglia del Rio Grande. Ooh Poo Pah Doo e di Evil People galleggiano, pur pesanti, in una palude di Hammond come certi Deep Purple quando Jon Lord mostrava loro i libri delle fiabe, prima che l’eruzione si plachi e la band si distenda sul prato dei Wishbone Ash per pezzi come Not for Me, Cat on a Roof e The City of Lights senza in realtà saper bene cosa fare. Menando il can per l’aia in attesa che alzi la gamba e faccia i suoi bisogni. Che tuttavia non sempre coincidono coi nostri.

Franco “Lys” Dimauro

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