BRUTOPOP – La teoria del frigo vuoto (Flop)  

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Magari i Brutopop ce li avete già in casa e non lo sapete visto che, al di là di un disco di debutto passato inosservato, è già da cinque anni buoni che lavorano con gli Assalti Frontali, suonando praticamente su ogni traccia di Terra di nessuno e Conflitto. Ora esce però questo nuovo disco interamente in proprio e stampato sulla loro etichetta e che è una delle uscite più in sintonia col post-rock che agita il mercato musicale d’oltreoceano, però con tanto tintinnio di calici da aperitivo come nella migliore tradizione lounge. Un po’ come se qualcuno stesse bevendo un Martini mentre ascolta i Rex.

Il risultato è un disco piacevolissimo. Un po’ una versione muta dei Massimo Volume ma ugualmente filmica nella sua narrazione squisitamente strumentale.

Rispetto al suono grezzo di Bienvenidos quello de La teoria del frigo vuoto mostra una raffinatezza sorprendente, una voluttà quasi erotica unita ad un ottimo senso della misura che lo salva dalle complicazioni intellettuali di tante band così come dal vuoto concettuale di altre.

Forse una copertina più attraente avrebbe potuto spingerli oltre i confini della nicchia di ascolto cui verranno rilegati. Però magari questo li preserverà dal diventare i nuovi Montefiori Cocktail e di riempire il loro frigo di roba superflua, come lo sono i nostri.    

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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