MEAT PUPPETS – Dusty Notes (Megaforce)  

Quando nel 18 Novembre del 1993 Kurt Cobain invita negli studi di MTV dove i Nirvana stanno registrando la loro selezione di canzoni “senza elettricità” i fratelli Kirkwood per affiancarlo durante un tris di pezzi scritti da loro medesimi, i Meat Puppets hanno già concluso il loro ciclo vitale e i loro dischi fondamentali hanno già sei, nove, dieci anni di vita. Eppure da allora non c’è una sola recensione che riguardi la loro produzione successiva (o le ristampe della prima) che non citi i Nirvana e il grunge facendo di quell’invito e di quel coinvolgimento un po’ fortuito un cazzo di passaporto falso per far girare il nome dei Puppets anche fuori dai confini a loro cari. Che, fatta salva la primissima fase di carriera, sono quelli di un rock che ha fatto prima a pugni e poi a pugnette con la tradizione americana.

Dusty Notes è coerente con questo percorso che con i Nirvana, val la pena ricordarlo, non c’entra praticamente nulla. Neppure quando accendono le motoseghe di Vampyr’s Winged Fantasy. Canzoni che col passare degli anni si sono fatte sempre più eleganti e rifinite e che adesso con l’aggiunta di una notevole dose di tastiere, diventano autentiche miniature pregiate (ascoltate le finezze di The Great Awakening, prego) che farebbero invidia ai Ween. Che dei Puppets sono stati sempre invidiosi, oltre che esserne fans quanto e forse più di quanto lo fosse Cobain, senza che per questo nessuno sia mai venuto a rompere i maroni per due decenni citandoli ad ogni occasione.   

Ma com’è questo nuovo disco delle bambole di carne?

Gradevole.

Anche se spesso sgasato come una bibita aperta due settimane prima e che continua a presenziare il pranzo della domenica e quello che mandi giù è solo acqua sporcata e addizionata con una quantità di zuccheri da far felice il vostro dentista.  

Insomma, canzoni come Warranty, Nine Pins, Dusty Notes o Nightcap meritano un giretto più che altro per la simpatia e il rispetto che portiamo ai Meat Puppets. Simpatiche giullarate su un country-rock che, ci suggeriscono loro, si è un po’ impolverato e arrugginito.    

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro  

 

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