FLAT DUO JETS – Flat Duo Jets (Dog Gone)  

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Un duo che non era un duo, almeno in origine. Chitarra, contrabbasso e rullante. Come delle Violent Femmes cresciute col mito del rock ‘n’ roll invece che con quello del country.

Il loro disco di debutto però lo compriamo davvero in due.

Peccato, perché l’omonimo debutto di questi scapestrati ragazzini del North Carolina che quando mettono in piedi la band non hanno ancora raggiunto la maggiore età è uno dei migliori di dischi rockabilly mai realizzati in America.

Robaccia cruda con la pelle del tamburo tirata fino a trasformare ogni colpo di bacchetta in uno schioppo. Una chitarra che sbrodola di umori sessuali e che spesso viene riverberata come se l’eco dello strumming di Dexter Romweber facesse da mantello, da ombra agli accordi stessi.

Se l’inizio del disco può sembrarvi (e non lo è, nel 1989) ordinario, non appena i motori entrano a regime (diciamo da quell’effluvio di sperma crampsiano di When My Baby Passes By in avanti) il debutto dei Flat Duo Jets smette i panni della consuetudine per vestire quello del disco irrinunciabile. Un gallinaio dove le galline di Link Wray vengono spennate ancora vive.

Canzoni come Madagascar, Wild, Wild Lover, Man with the Golden Arm, Mill Stream, Baby, Chaquita, Tribute to Gene coi loro volumi spesso paradossali e quel suono essenziale ma implacabile del rullante sono un vero antidoto a tanta musica creata senza versare una sola goccia di sudore.

Il Flat Duo Jets, uno dei monumenti all’America che ci piace.

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

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