Born Losers: pepite e lastre di selce – Il Reverendo Lys in libreria, reparto testi sacri

Ebbene si. Il 15 Giugno, un po’ a sorpresa e forse un po’ troppo in anticipo sulla sua uscita prevista per il rientro a casa dalle vacanze, è iniziato su Amazon il pre-order del mio libro. Il primo ad essere pubblicato e distribuito, sebbene il primo non sia. Nonostante non mi sia mai piaciuto parlare di me e farmi autopromozione stavolta mi tocca farlo, per aiutarvi a capire se questo libro può valere una ventina di Euro dei vostri risparmi o se è meglio leggerne degli stralci sul mio blog. Perchè se abbiamo imparato a godere della musica in rete, non ci sarebbe motivo per evitarvi analogo godimento con la lettura.

Born Losers si prefigge di offrirsi come guida per chi voglia affrontare un viaggio in 55 anni di musica garage. Una sorta di “discografia ragionata” che non vuole (e non potrebbe, anche per motivi di spazio) essere completa ma che si offre come strumento agile ma non didascalico con cui manovrare il timone qualora si decidesse di affrontare il viaggio che il volume stesso si propone di ispirare. Il percorso si snoda lungo sei decenni soffermandosi in maniera più organica sugli anni Ottanta ovvero gli anni del grande revival Sixties e l’esplosione di un fenomeno chiamato neo-garage che contagiò all’epoca centinaia di migliaia di teenagers in tutto il mondo, me compreso. E a cui dunque spettava di diritto di essere il cuore del libro.

Da allora sulla musica garage si è scritto molto ma sempre in maniera piuttosto carbonara. Ovvero: chi sa dove cercare sa cosa può trovare. Bello, esclusivo, privilegiato. Però ricordo che io inciampai nella musica garage quasi per caso e mi piacerebbe che accadesse così anche per chi si trova ad esplorare qualche scaffale in una libreria, che si incuriosisse, che questa copertina, questo titolo, queste pagine, questo mondo non gli fossero già familiari ma lo attraessero pur essendogli alieni e lo incuriosissero a tal punto di innamorarsi delle creature che ci vivono dentro. Per farlo, ho deciso di offrire dei punti di riferimento basilari, elementari, cercando di non cadere ne’ nel fanatismo cieco ne’ nel nozionismo petulante e alla lunga noioso, tracciando delle coordinate chiare, delle mappe che siano leggibili a tutti e non solo a chi è un collezionista sfegatato di dischi e strumenti.

Born Losers si propone dunque di parlare del rock’n’roll e di farlo usando un linguaggio rock’n’roll, schietto nella misura in cui affronta l’argomento esaltando vizi e virtù dei protagonisti, alcuni dei quali chiamati a mettersi in gioco in prima persona. Nel tracciare i profili degli artisti o dei dischi ho privilegiato volutamente quelli più vicini ad uno stile più prettamente vicino ai canoni estetici o sonori delle garage-band degli anni Sessanta, con qualche eccezione necessaria. L’assenza di alcuni nomi è pertanto voluta.

Un percorso che si snoda celebrando il garage come modo di pensare la musica, partendo dal primo tour americano dei Beatles e dal primo riff sporco di Link Wray per finire agli eredi a noi più prossimi di quell’approccio. 

Dentro ci sono più di trecento album commentati. Commentati a mio modo, senza alcuna pressione di musicisti, discografici, distributori (magari non lo sapete, ma non è così scontato come credete, NdLYS). Ci sono i resoconti di dieci chiacchierate con altrettanti musicisti che hanno fatto parte di bands come Morlocks, Gruesomes, Not Moving, Untold Fables, Miracle Workers, Fuzztones, Tell-Tale Hearts, Headless Horsemen, Chesterfield Kings, Crimson Shadows, Hoods, Pikes in Panic, Gravedigger V.

Il mio obiettivo sono i neofiti e i curiosi come me. Ma il libro non è di loro pertinenza esclusiva. Sono certo che chi ha praticato per anni queste strade come me, troverà un ottimo pretesto per ritirare fuori le clave.

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro

Annunci

One thought on “Born Losers: pepite e lastre di selce – Il Reverendo Lys in libreria, reparto testi sacri

  1. Ottima notizia. Grazie Lys, della notizia stessa e di tutte le scoperte musicali, e i migliori auguri al tuo libro, che colma un indubbio vuoto nella “critica musicale” italiana su carta stampata. Complimenti.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...