THE BLACK KEYS – ‘Let’s Rock’ (Easy Eye)  

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Mmmh.

Che non è un gemito di piacere campionato da un film porno ma piuttosto un mugugno di perplessità.

‘Let’s Rock’ è il disco che nelle intenzioni dovrebbe sancire il ritorno dei Black Keys al suono dei loro dischi degli anni Novanta. Lo dice chiaramente il titolo, lo dichiarano ufficialmente loro, lo si intuisce nettamente dalla bella immagine scelta per la copertina.

Ben venga dunque. Sul mio stereo c’è sempre posto per un bel disco di rock ‘n’ roll sanguigno. E i Black Keys ne hanno fatti di belli (Magic Potion resta il mio preferito). Dunque coraggio. Fiducia.

Allacci la cintura lato passeggero e cominci a guardare quanto indica il fondoscala del tachimetro per intuire quanta adrenalina produrrà il tuo corpo per i quaranta minuti del giro-pista.

Però poi il disco parte.

E parte con una cosa come Shine a Little Light.

Senti il motore che si scalda, ruggisce. Il pilota preme il pedale fino a fine corsa per una ventina di secondi e quando chiudi gli occhi pronto per volare sull’asfalto…il motore sfiata. Praticamente subito.

Sulla radio passano Daryl Hall & John Oates.

La macchina si ferma davanti ad un fast food.

Ordiniamo un hamburger con la salsa tonnata senza tabasco e due bicchieri d’acqua. Io liscia. Il pilota frizzante, che ha voglia di sentirsi effervescente.

Riprendiamo il viaggio.

Sul cielo volano le aquile.

In radio passano i ZZ Top un po’ stanchi degli anni Ottanta.

C’è un bel paesaggio tutt’intorno.

Lontano si vede un piccolo branco di sciacalli.

O forse sono iene?

Si, sono leggermente ingobbite, sono iene.

L’andatura da crociera ci permette di seguirle per un po’.

Mi sgancio la cintura. Non credo ce ne sia bisogno.

Sulla radio passano i Dire Straits.

Batto il piedino a tempo di cassa.

Il pugno sul lato esterno dello sportello, a tempo di rullante.

Canto cercando di imitare le coriste che cercano di imitare le coriste di Zucchero.

Al posto dell’adrenalina mi è salito un po’ di voltastomaco.

In radio passa l’Electric Light Orchestra. O forse sono i Toto.

Io non ho mai digerito l’Electric Light Orchestra. Non ho mai digerito i Toto.

Sarà stato quello.

Scendo, sbocco.

Proseguo a piedi.

Pare che da qualche anno la sedia elettrica sia stata sostituita con un’iniezione letale.

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro