MAD SEASON – Above (Columbia)  

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Lei si chiama Demri Lara Parrott. Ha il cognome di un pappagallo ma quando si poggia sulla spalla di Layne Staley si trasforma in una scimmia.

Lui, il ragazzo con la scimmia sulla spalla, è il cantante di una delle formazioni di punta della scena grunge.

Sono ritratti uno accanto all’altro, in questo disegno che di Staley porta la firma e in cui l’amore assume i contorni di un presagio diabolico che condurrà i due protagonisti sull’orlo di un baratro da cui nessuno dei due uscirà con i propri piedi.

Il disegno viene scelto come copertina di Above, l’unico album di quello che sembra l’ennesimo supergruppo grunge e che invece (e la copertina è lì a dimostrarlo) è il disco in cui Staley indossa il costume di Batman e vola sullo Space Needle di Seattle, a governare la sua città come fosse Gotham.

Dall’alto.

Above, appunto.

Qualche mese dopo, quando si presenterà negli studi di MTV per registrare il set unplugged dei suoi Alice in Chains, sarà vestito proprio così: completamente in nero, occhiali e guanti compresi. C’è pure il mantello. Che è il solito mantello da scimmia che sul disco che ne verrà pubblicato non si nota, ma sul video si vede eccome.

Con lui nei Mad Season ci sono Mike McCready dei Pearl Jam, John Saunders dei Walkabouts, Mark Lanegan e Barrett Martin degli Screaming Trees. Tutta gente che le scimmie le chiama per nome. Insieme, fanno un disco in cui il grunge lo trovate solo se volete trovarlo ad ogni costo.

E non è detto che lo troviate facilmente.

Basta calare la puntina per vedere che in realtà quello che Above vuole dimostrare è che il grunge è uno spettacolo di lacrime e droga. Che le chitarre e le urla sono, erano, necessarie solo per coprire quel rumore di liquidi sottopelle e che ora tornano in superficie, galleggiando su un blues metafisico.  

Above è un disco dove il nero trionfa su tutto.

Nero come Layne Staley.

Nero come il blues.

Nero come i Black Sabbath.

Nero come Batman.

Nero come l’uomo nero che muove il dito sul libro abominevole.

Nero come la scimmia.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro