THE WARLOCKS – Mean Machine Music (Cleopatra)  

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Continuano un po’ a guardare le loro scarpe e un po’ il cielo i Warlocks, in questo loro ennesimo ciclone shoegaze che dalla California si abbatte sul nostro continente. Rappresentato graficamente dall’italiana Laura Gamba della Lagoonar, Mean Machine Music è il disco dove le influenze “nascoste” e di cui mi pregio ancora oggi di essere stato il primo ad individuare dieci anni fa, quando scrivevo per una rivista che da lì a poco sarebbe passata dalle mani di Rockerduck a quelle di Paperon de’ Paperoni e che comunque potete recuperare sul mio blog (https://reverendolys.wordpress.com/2014/04/23/the-warlocks-heavy-deavy-skull-lover-tee-pee/), emergono con nitidezza lampante e dichiarata: Mogwai, My Bloody Valentine, Oneida, Velvet Underground, il Cope psichedelico, i Radiohead sperimentali, space-rock, shoegaze e musica krauta, permettendosi di dare una doppia lettura (una dominata dalle chitarre, un’altra dalle macchine) delle quattro canzoni che lo compongono (una quinta è un omaggio strumentale agli Hawkwind senza infamia e senza lode).

Nel complesso meno asfittico rispetto ai primi dischi, il suono dei Warlocks continua ad essere un’esperienza “ad immersione” dentro una colata cementizia di effluvi psichedelici assordanti e stranianti che certo oggi fanno meno paura ma non meno male.         

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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