GIRLS AGAINST BOYS – Cruise Yourself (Touch and Go)  

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Nel 1994, all’epoca di Cruise Yourself, i Girls Against Boys sono la piccola compagnia di ventura destinata a conquistare parecchie, parecchie terre sul tavolo del Risiko della musica alternativa.

All’epoca sono in giro già da un po’. Hanno fatto la cosiddetta gavetta. E non sono più delle reclute. Hanno appreso come usare le armi anche per offendere, non solo per pararsi il culo dagli attacchi nemici mentre sono nel buio fumoso del loro fortino.

Potevi trovarteli schierati davanti in formazione doppio basso/chitarra/batteria.

Oppure disposti secondo lo schema tastiera/basso/chitarra/batteria.

Ed in entrambi i casi non potevi trattenere un sussulto che si sarebbe presto trasformato in una sequenza di scatti epilettici capaci di spettinarti. A meno che non usavi il loro stesso trucco e ti impomatavi i capelli.   

Loro erano i ragazzi in perenne lotta con le donne.

Bellocci e carichi di un erotismo sensuale e virile. Tonici come la loro musica. Ma mai volgare. Mai ostentata. Sibillina, piuttosto. E anche un po’ perversa, ammiccante, audace.

Che stavolta siano arrivati per conquistare lo si capisce già dal passo risoluto di Tucked-in, con le voci dei due sergenti che si sovrappongono, impartiscono ordini, imprecano, aggrediscono. La truppa percorre uno stretto cunicolo, finché il tunnel non si apre su una palude che fuma ancora di bivacchi sonicyouthiani. È l’inizio dell’offensiva.

Cruise Your New Baby Fly Self e Kill the Sexplayer, con le loro doppie linee di basso, sono le teste di ariete usate per sfondare le mura.

Poi è un susseguirsi di attacchi psicologici, strategie d’azione e rese simulate che si chiamano [I] Don’t Got a Place, The Royal Lowdown, My Martini, Psychic Know-How, From Now On con cui i Girls Vs. Boys fanno centinaia, migliaia, centinaia di migliaia di prigionieri.

Me e voi compresi.       

                                                                                 Franco “Lys” Dimauro

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