THE CUTTHROAT BROTHERS – Taste for Evil (Hound Gawd!)  

Potrebbe essere che ci sentiate qualcosa del primo grunge. C’è infatti il tocco di Jack Endino su questa nuova sortita dei Cutthroat Brothers, anche se il merito non è sua esclusiva. In effetti il richiamo a certi Nirvana è palese, anche se l’effetto più immediato che Taste the Evil produce in me è quello di sentire una versione meglio definita in senso punk-rock dei Dirtbombs, che nel mio bilancino personale pesano più dei Nirvana e che quindi è una suggestione che va tutta a loro vantaggio.

Le dieci canzoni del secondo album della band dei tagliagole di Seattle hanno una pastosità e una sorta di furia tribale che, nonostante l’elementare gioco su cui si poggiano e le strutture semplicissime che le caratterizzano (nei due minuti scelti come media su cui “elaborare” i vari pezzi non c’è spazio per assoli e masturbazioni varie quanto piuttosto a sequenze serrate ma non esasperate di pressing ritmico e sequenze solidissime di riff chitarristici), danno loro spesso le fattezze di un arrembante voodoo elettrico e gli conferiscono a tratti un vago odore di carburanti bruciati non molto lontano da quello sprigionato dalle autocisterne degli Electric Peace (e del resto della passione per mezzi su due o quattro ruote gli Zeke, da cui questa band per metà proviene, non ha mai fatto mistero, NdLYS).

Questa non è l’estate dell’amore.

Neppure l’autunno lo sarà.

 

                                                                                 Franco “Lys” Dimauro  

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