CHRISTIAN DEATH – Atrocities (Normal)  

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Dato il definitivo colpo di spalla a Rozz Williams, Valor si accaparra al costo di 3500 dollari il nome dei Christian Death e dirotta definitivamente la band nei gironi del goth-rock, fino a farli diventare, negli anni, una volgarissima band che sguazza fino ad annegare in un mondo di blasfemia e di pornografia di pessimo gusto. Sotto la dittatura di Valor i Christian Death perdono, ironico dirlo, il loro “valore”. L’unico disco che riesce a mantenere, grazie all’apporto di quelli che a breve diventeranno i Mephisto Waltz, un equilibrio tra la prima e la seconda reincarnazione della band è Atrocities, disco ispirato quasi interamente all’Olocausto ma che ci risparmia le pose paramilitari e filonaziste che abbonderanno negli anni successivi e ci regala una visione decadente e ancora blandamente mistificatoria di quel macabro e raccapricciante capitolo della storia.

Rispetto a quello dei primi dischi è già, musicalmente, un gotico sovrappeso, esagerato ma di sicuro effetto scenografico. Il Capriccio di Paganini che sovrasta le guglie aguzze di Will-O-the-Wisp, i desolanti paesaggi di Tales of Innocence, The Danzig Waltz e Strange Fortune, i sabba valpurgici di Chimere De Si De La e Strapping Me Down e la mortifera versione di Gloomy Sunday si impongono tra i classici del genere, al fianco delle tenebrose ombre di Sisters of Mercy, Virgin Prunes e Dead Can Dance.

Valor affonda i suoi canini nel collo dei Christian Death e aspetta che si dissanguino.  

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro