SCIENTISTS – 9H2O​.​SIO2 (In the Red)  

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Il titolo è quello di un composto chimico. Un silicato sciolto in qualche sostanza acquosa, immagino.

Un esperimento, insomma. E forse è questa la chiave di lettura di questo inatteso ritorno degli Scientists che dopo due singoli ha adesso preso la forma di un miniLP di cinque brani.

Il pattern ritmico di Leanne Cowie che apre Hey Sydney e che fa da base per il rapping di Kim Salmon e sul quale si innestano via via un basso poderoso, una striscia rumorosa di bave chitarristiche e lo straniante coretto delle Na Na Splits è in effetti una sorta di laboratorio dove la band di Perth sembra divertirsi a miscelare tra provette ed alambicchi. Noi che nell’ora di laboratorio di chimica preferivamo sbirciare sotto il camice dell’assistente anziché miscelare e attivare i reagenti, un po’ meno.     

Però con gli Scientists basta aspettare che l’acquitrino salga.

E l’acquitrino sale.

Si sente ribollire già con Self Doubt, che suona come i Dream Syndicate che si divertono a suonare swamp blues, più attenti a deformare che a rifinire.

Wot’s This Game è un’altra sperimentazione, totalmente fuori di testa. Con il coro di mille bavose che, appiccicate, alla chitarra scivolano giù una volta scoperto che il robusto riff d’apertura diventa in realtà una vischiosa colata di metallo fuso.

I’m Taking It with Me è una spiritata cavalcata di valchirie che marciano però a passo di blues. Un tetragono dove i Birthday Party incontrano i Pussy Galore. Il resto immaginatelo voi. Ma in fretta, perché il pezzo dura un minuto e mezzo, quanto la prestazione sessuale dell’uomo medio italiano.  

Gli Scientists che tutti conosciamo arrivano alla fine, nell’abominevole 100 Points of I.D., quattro minuti di singhiozzante rumore blu, mille watt di chitarre che si leccano l’una con l’altra, toccate senza pudori da basso e batteria, con martellante insistenza. E Kim che con quella voce lì potrebbe leggere anche l’elenco delle sue amanti e lasciarci appiccicati alle casse come moscerini sul parabrezza.     

                                   

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro