NO STRANGE – Mutter Der Erde (Area Pirata)

Un disco più mistico che psichedelico, il nuovo dei No Strange. Un viaggio alla ricerca di Gaia come medicina per il disgusto che ci sta riempendo stomaco e polmoni e di cui Voyage dans la lune si fa amaro manifesto, quasi fosse una sorta di Povera patria aborigena. E si, il Battiato più sperimentale ed ermetico abita questi luoghi sonori, assieme a mille altri spettri. Che nella musica del gruppo torinese sono evocati e mai emulati. A loro viene concesso ancora il soffio della vita, in qualche modo. Senza farsi mai carne. Mutter Der Erde sembra un posto creato più per loro che per noi, che lo attraversiamo non senza avvertire un vago senso di disagio.   

Oscuri gruppi prog italiani, antiche formazioni di folk celtico, vecchi corrieri cosmici germanici, lontane orchestre di suonatrici indù, pellegrini e sciamani, rabdomanti, danzatrici del ventre, raccoglitori di tufo e mietitrici di bambù si muovono nuovamente tra questi paesaggi.

Aria tra l’aria. Acqua tra l’acqua, fuoco in mezzo al fuoco, terra nella terra.  

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

One thought on “NO STRANGE – Mutter Der Erde (Area Pirata)

  1. Una ottima recensione nel consueto stile simbolico di Reverendo Lys,in questo caso mi ha fatto piacere notare l’attenzione verso i testi,oltre che alle musiche. Debbo però precisare che “Voyage dans la lune” è un brano che ho scritto nel cinquantenario della missione lunare Apollo…le parole equivalgono a reminiscenze della infanzia e adolescenza,certamente vi si può ravvisare un certo istinto di rabbia e insofferenza verso questo presente così arido di spiritualità,ma diversamente dai testi di Battiato (che noi amiamo comunque,soprattutto nella prima versione Fetus e Pollution) non siamo andati a toccare temi politici o troppo legati alla società odierna,si tratta comunque di visioni di un passato a noi caro,che però cerchiamo sempre di reinverdire e di rivitalizzare in nuove forme poetiche e sonore…ogni interpretazione resta comunque libera e lontana da qualsiasi forma ideologica o stereotipata,seguendo quel filone della controcultura italiana che parte da “Mondo Beat”,”Pianeta Fresco” ecc.. ma che ancora si annida nei sommoviventi del mondo libertario (e forse liberatorio) di oggi. URSUS

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