COMET GAIN – Fireraisers Forever! (Tapete)  

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Vuoi vedere che, considerato l’interesse suscitato da band come Idles e Sleaford Mods, sia arrivato il momento giusto per i Comet Gain?

Non che esista una reale somiglianza stilistica tra le band, accomunate più che altro da un certo gusto per la dissonanza musicale ma anche da certo antagonismo sociale. Il nuovo Fireraisers Forever!, per dirne una, arriva nei negozi facendo suo lo slogan del sindacalista Bob Crow “se sputiamo tutti insieme, annegheremo quei bastardi”.

Stilisticamente la band londinese rappresenta invece il tenace prosieguo dello sgangherato indie-rock di gruppi come Monochrome Set, Jazz Butcher Conspiracy e Television Personalities, quello che guarda agli anni Sessanta da un monocolo e li rielabora in maniera artigianale, imbrattandosi le mani come bambini che pasticciano con gli acquerelli dell’asilo.

Rispetto al disco precedente, il nuovo riattizza il veleno del vecchio Realistes e riaccende le macchine fuzz e i cursori dell’organo Casio che creano curiose garage-song come The Girl with the Melted Mind and Her Fear of the Open Door, Bad Nite at the Mustache, Werewolf Jacket, The Institute Debased, We’re All Fucking Morons che sembrano pennellate dai Dead Moon di Fred e Kathleen Cole, mentre un altro Cole (quello dei Commotions) sembra benedire le sfumature più delicate di The Godfrey Brothers e Her 33rd Perfect Goodbye e le dita appiccicose di Society of Inner Nothing e Mid 8t’s ricordano le falangi impregnate di tubetti acrilici di Belle and Sebastian.  

Oggi è Domenica. Il giorno più perfetto e meno perfetto della settimana. Quello giusto per la musica dei Comet Gain.

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro