BLACK SNAKE MOAN – Phantasmagoria (La Tempesta/Teen Sound)  

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Il nome è rubato a un vecchissimo blues, ma chi dentro la musica di Black Snake Moan cercasse del blues l’archetipo o la carcassa, non ne troverà.

E pure dei Doors accostati più volte alla musica del musicista di Tarquinia in realtà se ne scorgono appena gli stipiti.

Phantasmagoria, che è un disco bellissimo, è invece un album di musica trascendentale, permeato di suoni orientali e radiali vicini alla sensibilità chiaroscurale di un artista come Brendan Perry. C’è, in tutte le tracce, quello stesso ipnotico spleen che riempiva un capolavoro come Eye of the Hunter.

Le impronte etniche, nonostante lascino solchi profondi, non conducono mai alle porte di una volgare Bollywood costruita per accogliere stuoli di turisti affascinati da un’India posticcia ma serve a pervadere l’ambiente sonoro di fumigazioni simili a quelle di un incenso votivo in un rituale spirituale, sacrale, esoterico, tenebroso e mistico insieme. La musica di Black Snake Moan di questo profuma, preparandoci alla grande notte di Shiva.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro