STORMY SIX – L’unità (First)  

Dopo l’esordio beat di tre anni prima e l’abbandono di Claudio Rocchi, gli Stormy Six inaugurano gli anni Settanta partecipando al Festival di musica d’avanguardia e di nuove tendenze di Viareggio assieme a Finardi e al primo Festival del proletariato giovanile organizzato dal Re Nudo: è il battesimo di fuoco della formazione meneghina, il momento che sancisce il passaggio dalla canzone disimpegnata alla canzone politica. Un passaggio che discograficamente viene inaugurato nel 1972 con la pubblicazione de L’unità, il disco con cui Franco Fabbri e “compagni” decidono di raccontare la storia taciuta dai libri di scuola, che è sempre la storia dei vincitori, delle minchiate che ancora oggi ci impongono di celebrare come festa nazionale quello che in realtà fu il più grande eccidio della storia italiana, ovvero quella lunghissima scia di sangue meridionale che portò alla colonizzazione piemontese del Sud e venduta al mondo come Unità d’Italia. Un “castello di bugie” che gli Stormy Six si prendono la briga, primi fra tutti (Brigante se more, il capolavoro dei Musicanova, arriverà solo nel 1980), di buttare giù e che usano come pretesto per rivendicare il clima di tensione, i conflitti latenti, le agitazioni operaie e le rivolte studentesche che stanno infiammando l’Italia a loro contemporanea.

Musicalmente il disco si muove ai confini tra il folk popolare italiano e certo country-rock che in quegli anni, grazie a Bob Dylan, Arlo Guthrie e CS&N, sta furoreggiando dappertutto. Rivoluzione si, ma musicalmente molto molto contenuta.

A questo gli Stormy Six aggiungono una naturale predisposizione per la dizione e la fonetica da far gola ad ogni editore di audio-libri e fiabe per bambini tanto in voga in quel periodo, al punto tale che verranno costretti da lì a breve a misurarsi con l’infame Sotto il bam-bù, innocua canzonetta per ragazzi che solo nella loro cantina gli Stormy Six possono togliersi lo sfizio di riadattare sostituendo le sagome di Mussolini, Nixon e Mao al posto di quelle del pirata, del mercante e del profeta protagoniste del testo di Mario Barbaglia scelto per partecipare a Un disco per l’estate.

Il Re Nudo si riveste.

Stavolta ha qualcosa da nascondere.   

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

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