THE ELECTRIC FLASHBACKS – The Lovely Arts of Electronics (Teen Sound)  

Un piccolo, grande prodigio. Davvero.

Gli Electric Flashbacks sono un progetto estemporaneo di Tito Fabio Macozzi dei Brainsuckers nato per rendere omaggio ad una dozzina di canzoni che gli ronzano in testa da decenni e di cui era necessario liberarsi in qualche modo. Canzoni non sue, anche se è come se lo fossero. Perché sono ormai parte del suo come del nostro DNA.

Pezzi come Writing on the Wall dei Five Canadians, She’s About a Mover del Sir Douglas Quintet, Goin’ Away Baby dei Grains of Sand, Stop It Baby degli Heard, Biff! Bang! Pow! dei Creation ma anche una Crawlin’ Up a Hill di un trentenne John Mayall, maneggiate come se fossero i diamanti più preziosi della cassaforte del rock ‘n’ roll.

“Trattate” con gli strumenti Vox di pertinenza ma anche con un piccolo armamentario mai troppo ingombrante e invadente di marchingegni psichedelici (vedi It’s My Pride dei Guess Who), di sassofoni da festa del liceo (come nel bellissimo riarrangiamento di Close that Door dei Tigermen), di pianoforti alla Little Richard (come nella rendition di Sick and Tired  o nella coloratissima cover dei Creation) le riletture degli Electric Flashbacks sono un grandissimo esempio di come si possa suonare ancora oggi una musica vecchia di cinquant’anni e farla sembrare una roba scritta l’altro ieri.       

 

                                                                                             Franco “Lys” Dimauro

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