THE MUFFS – Happy Birthday to Me (Reprise)  

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Quello tra i Muffs e me non fu un amore viscerale e profondo.

Solo una cotta passeggera. Una storiella da sabato sera.

Ma nel periodo 1991-1998, ovvero nel periodo in cui trionfavano gli/le Hole, io fui probabilmente uno dei pochissimi a preferire il “buco” di Kim Shattuck a quello di Courtney Love e a continuare a preferire le sue succulente canzonette a quelle debosciate della Love. Forse perché dentro continuavo un po’ a sentirci l’eco delle Pandoras. Forse perché come le Big Babol potevi continuare a masticarle fino a che non ti saliva un conato di vomito al retrogusto di fragola e veleno. Forse perché la sessualità della Shattuck era meno ostentata, meno sfacciata e più collegiale. Qualunque sia la ragione e nonostante il trasporto emozionale non fosse proprio quello di una grande storia passionale, le canzoni dei Muffs mi strappavano sempre qualche minuto di spensierato buonumore.

E così continuai ad ascoltarle.

Happy Birthday to Me era la terza raccolta in sequenza e non era peggiore ne’ migliore di quelle precedenti. Musica senza pretese, che non ambiva alle prime di copertina, ma neppure meritava le ultime. Stava lì in mezzo. In coda ai grandi degli anni Novanta. Senza spingere. E a me quelli che non scalciano mi sono sempre piaciuti.

Buon compleanno, Kim.

Tornerò a farti gli auguri anche l’anno prossimo, puoi contarci.    

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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THE MUFFS – The Muffs (Omnivore)  

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Disintegrate le Pandoras, Melanie Vammen e Kim Shattuck formano, facendo tesoro delle due o tre cose apprese suonando garage punk e power pop assieme a Paula Pierce, i Muffs. Il perimetro non si scosta molto da quello della vecchia band anche se occhieggia in maniera più nitida verso il bubblegum punk e meno alle Pebbles. La ristampa del loro debutto arriva a circa un anno dal fenomenale Whoop Dee Doo che segna il loro rientro in scena a sedare parzialmente la delusione accorsa alla Kim dopo la breve esperienza con i Pixies (alimentando il sospetto fosse stata scelta solo per confondere i fans meno attenti sostituendo l’altra Kim) e, nonostante i suoi ventidue anni compiuti, non ha messo una ruga che sia una. Merito, oltre che di un songwriting brillante, della produzione di Rob Cavalli che sarà prontamente captata dai Green Day per ottenere il passpartù per il successo di Dookie (e di tutti i dischi a seguire, NdLYS).

The Muffs si collega in maniera decisa con la tradizione beach-punk californiana con poco veleno e tanto glucosio. Sputato fuori con un appena velato disgusto dalla signorina Kim. È il suono della domenica mattina. Dopo un sabato notte passato a tracannare Batida. O suonando sulla spiaggia, come dimostrerebbero le versioni demo che allungano la scaletta di questa ristampa fino alla considerevole cifra di ventisei pezzi. Che sono in ogni caso, amputate dalla elettricità vibrante e dal canto lacerato della Shattuck, la parte meno interessante del lavoro che si accende quando tutto è “a regime”, con la sua bella dose di rumore e di balbuzie demente. E le caprette che fanno ciao. E i lupi che tirano via la panca per lasciare che crepino.  

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

muffs 1993