SLEATER-KINNEY – The Hot Rock (Matador)

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22 Febbraio 1999: eludete appuntamenti ed impegni di lavoro, schivate potenziali contrattempo o compagnie sgradite, fate scorta dial vostro “benzinaio” di fiducia e mettetevi le calze pulite: riapre il ristorante Sleater-Kinney.

Attenti però: se state pensando di sedervi al tavolo sicuri che stavolta soddisferete solo il vostro olfatto ma non il palato rimarrete verosimilmente delusi, visto che il menù delle signorine Kinney ci riserva ancora delle eccellenti portate. Certo, dopo il ricco cenone di due anni fa, nel loro locale si sono seduti un po’ tutti e ai vecchi clienti si sono aggiunti anche loschi imprenditori convinti di poter trasformare quel localino ricco di odori ruspanti e selvaggina allo spiedo in un take away saturo di cibi precotti e bibite sgasate.

Ovvio che il timore che l’ufficio gestione del locale di Olympia si lasciasse abbindolare da certe promesse di facili guadagni fosse lecito ma vi assicuro che dopo 40 minuti di assaggi alzerete le vostre chiappe dalle sedie pienamente sazi ed appagati, pronti per il rito del caffè e dell’ammazzacaffè.

Poco o nulla è in realtà cambiato veramente: le cameriere sono ancora nervose ed isteriche (Memorize Your LivesThe End of You, Banned for the End of the World) se non addirittura epilettiche (Get Up) ma pronte a rimediare alle macchie di sugo sulle vostre cravatte (The Size of Your Love) con grande eleganza.

E anche se a volte si ha la sensazione di masticare un piatto riscaldato (Don’t Talk Like) non prendetevela con lo chef: quegli avventori in giacca e cravatta hanno lasciato il locale senza neanche fare un assaggio e tanta abbondanza non andava comunque sprecata.

 

Franco “Lys” Dimauro

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