FERRETTI – SPARAGNA – Litania (Finisterre/Baracca & Burattini)  

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Un disco di preghiere.

Un disco di fede.

Un disco per chiedere perdono.

Messe a tacere da un po’ le macchine elettroniche del suo debutto in proprio, Giovanni Ferretti cerca un rifugio più consono alla sua condizione di nomade stanziale in perenne ricerca della propria storia e delle sue radici.

Non più la Russia, non più la Mongolia. Ma l’Irpinia, gli appennini.

Non più i soviet, i berberi e i mandarini buddisti ma la riscoperta del cristianesimo.

Alle “canzoni, preghiere, danze del II millennio, sezione Europa” si sostituiscono le preghiere e le danze del I millennio, sezione bacino del Mediterraneo. Canti liturgici riconosciuti come tali dalla dottrina cristiana (Ave Maria, Padre Nostro, Santo, Magnificat, Miserere, Te Deum, Davide Re) e canti “apocrifi” del repertorio mistico dello stesso Ferretti (Madre, Paxo de Jerusalem, Intimisto, Occitania) si susseguono senza sosta, accompagnati da un coro polifonico e dall’organetto di Sparagna che cerca di costruire i ponti per riportare il Celeste ad una sua dimensione terrena, campestre, popolare.  

Chi ancora rimpiange il Ferretti punk che cantava le paranoie berlinesi e quelle emiliane avrà di che dolersi. Peccato che qui dentro è severamente proibito bestemmiare.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro