COCK SPARRER – The Decca Years (Captain Oi!)  

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Archetipo perfetto dello street-rock albionico, i Cock Sparrer furono una band pre-punk con un amore sconfinato per il football, il rock e la birra doppio malto.

Non una band, in realtà, come fieramente ammettono ancora oggi, ma una ballotta di ragazzi di periferia diventati musicisti loro malgrado emulando i propri idoli. Che erano in primo luogo bands come Who, Small Faces, Stones da cui il gruppo dell’Essex mutuava l’amore per un “primitivismo” sonoro che avrebbe fatto proprio e infilato nelle maglie del suo suono boogie (a volte anche abbastanza standardizzato, come in Platinum Blonde o Sunday Stripper). Bruciata l’occasione di finire nel giro di McLaren (pare per un giro di birre non pagate da Malcolm in quel di Soho, NdLYS) e ceduti dalla Decca dopo il flop dei loro primi 45, il giro di fanatici dell’Oi! Music li avrebbe eletti a modello di integrità e coerenza. La loro Runnin’ Riot è ancora una delle migliori pub-songs di sempre.

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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U.K. SUBS – Complete Punk Singles Collection (Captain Oi!)

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Una band in cui sono passate una settantina di persone, comprese Lars Frederiksen dei Rancid, Flea dei RHCP, Andy McCoy degli Hanoi Rocks e Tezz dei Discharge e che ha infilato 4 album e 7 singoli in classifica.

Un’istituzione del punk rock britannico, insomma.

Arrivati per raccogliere i frutti di quanto seminato da altri.

Dozzinali e tarri agli esordi tanto da ergersi ad emblema dell’hooligan-punk e poi, una volta passati dalla birra a triplo malto al whisky doppio, sempre più vicini a sbrodolature heavy metal e hardcore (Jodie Foster/War on the Pentagon/666 Yeah) tenute a bada dalla voce proletaria di Charlie Harper.

Mark Brennan della Captain Oi! si occupa, e non per la prima volta, di raccontarci la loro storia attraverso tutti i loro singoli, dalla C.I.D. del 1978 alla Warhead corretta al botulino di trent’anni dopo. Alla band l’onere di farci riascoltare ogni facciata A della loro discografia “minore”.

Non sono mai stata la mia punk-band del cuore. E la conferma arriva dal fatto che tra tutti, il mio pezzo preferito rimane Betrayal, il più insolito del lotto.

Voi scegliete il vostro.  

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro

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