AA. VV. – Tav Falco‘s Wild & Exotic World of Musical Obscurities (Stag-O-Lee)  

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Sconcezze rockabilly, tanghi malandrini, qualche lento da struscio, qualche numero jazz per beatnick, un paio di blues da cuore sanguinante, qualche rock ‘n roll straccione e cattivello.

Tutto il mondo dove Tav Falco sguazza da settant’anni, chiuso in venticinque canzoni, parte delle quali da tempo nel repertorio dei suoi Panther Burns (The Train Kept A-Rollin’Warrior SamShe‘s The One That‘s Got ItWhere the Rio De Rosa FlowIt‘s All Your FaultDig Myself a HoleDoubtful of Your LoveGuarda che lunaBorn to Cry), altre fiutate dal musicista nel suo girovagare per il sud degli Stati Uniti e gli altri sud del mondo, altre ancora riproposte nella sua versione (Real Cool Trash dei Dum Dum Boys e Sweet Lotus Blossom di Irene Reid) o ad omaggiare l’amico più fedele di sempre (Alex Chilton con la sua immarcescibile Bangkok).

Tav assembla il tutto e lo arricchisce con delle precise note di copertina per ogni canzone, redatte e firmate nel Giugno del 2014.

Un disco trasversale che unisce sapori latini e odori di brillantina, grasso d’auto e salsa d’hamburger.

A me, che in genere sono di stomaco debole e qualche scarto sul piatto lo lascio sempre, piace dall’inizio alla fine.

Voi giudicate pure.

Tanto, verrete giudicati.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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