PAOLO APOLLO NEGRI – Hello World (Tanzan Music/Hammond Beat)    

Modernariato chic.

Ed ecco così Paolo Apollo Negri trasformarsi da “commodoro” dell’Hammond groove italiano, in Dottor Commodore.

Polsini inamidati e testa infilata dentro un monitor di vecchia generazione, di quelli che richiedevano una ditta di facchinaggio per farlo transitare da una scrivania all’altra.

Sotto le sue dita, il manto zebrato di mille tastiere.

Alle pareti qualche vecchio poster che gli ricorda qualche appuntamento mancato. Come ad esempio quello con cui il blog del Tricheco lanciava l’ultimo appello per il concorso che permetteva di vincere un theremin. O quello del Primitive Tour che vedeva i Fuzztones dividere il palco con i Gonn di Craig Moore.

Dentro questo microclisma, Paolo accende il suo organo.

Noi accendiamo i nostri.

Salutiamo il mondo e si parte per una terra fantastica dove il jazz elettrico incontra il funk, approdando a quella che per comodità potremmo definire fusion senza dover per forza scomodare i fantasmi di Weather Report o Herbie Hancock e senza tuttavia prescinderne.

E ci si dimentica per un po’ che prima o poi il mondo dovremo lasciarlo davvero. E che quello che ci aspetta non sarà obbligatoriamente meglio di questo.

Otto brani stilosi sui quali fanno la loro comparsata Bob Harris della band di Frank Zappa (ovviamente NON l’Harris dei primi album, che Paolo non ha ancora il potere di resuscitare altro se non i vostri sensi, ma l’Harris che prestò la voce a dischi come Tinsteltown Rebellion e The Man From Utopia, NdLYS) e Noel McKoy del quartetto di James Taylor (non “quello”. L’altro) ma che sono soprattutto il frutto di un sapiente lavoro di improvvisazione e dialogo empatico tra Paolo e la sua band.

Ci sono dentro Gumbo Funk e Hole in a Sock uscite già come aperitivo tre mesi fa in versioni leggermente diverse e anche una nuova versione del Cirque Du MIDI pubblicata due anni prima e che rielabora in chiave jazz il riff di Dancing ‘round the Walnut Tree che stava sul quarto album del Link Quartet e poi c’è dentro tanta altra roba.

Impavida e solare.

Bella come due gambe.

Sensuale come due gambe accavallate.

Calda come due gambe socchiuse.

Malandrina come Gambadilegno.

Ciao mondo, guarda come mi diverto!

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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